Serena

Servizio fotografico premaman

 

 

Fotografare è un tentativo di fermare il tempo e rendere un attimo eterno.

Catturare l’emozione in uno scatto.

Rappresentare uno stato d’animo, uno sguardo o un gesto, qualcosa che ha regalato un’emozione, anche solo per un secondo.

Le fotografie racconteranno per sempre una realtà esistita soltanto in quei momenti.

La maternità è uno dei momenti più importanti nella vita di una coppia e merita di essere ricordata con un servizio fotografico premaman professionale.

Le immagini saranno sempre lì e, ogni tanto, riguardandole sorrideremo con sorpresa.

Perché la memoria sfuma le immagini ma le fotografie ci ricordano come eravamo e le nostre emozioni

Lavorare con Serena e Flavio è stato molto divertente!

Serena è stata spontanea e non c’è stato nemmeno bisogno di dirle cosa fare o come mettersi, era bravissima da sola.

Flavio ha posato per quasi una decina di foto, quindi ha fatto in pieno il suo dovere…

INQUADRATURA

Quando scattiamo un ritratto ricordiamoci quali sono le possibili inquadrature:

Figura intera, Piano americano, Mezza figura, Primo piano, Primissimo piano.

Ogni inquadratura può essere ottenuta variando la lunghezza focale e la distanza dal soggetto, ma ricordiamoci che il teleobiettivo tende a schiacciare i piani e ha una distorsione prospettica quasi assente, mentre il grandangolo ad allontanarli, ma ha una forte distorsione prospettica.

In altre parole se dovessimo fare un primo piano con un 24 mm, oltre a dover arrivare a pochi cm dal naso del nostro soggetto, otterremmo un’immagine molto deformata.

LUCI

La luce è sempre importantissima in fotografia e nel ritratto ci sono degli schemi abbastanza comuni, sia che si lavori con luce naturale che con il flash.

Gli schemi principali sono:

Luce piena, Luce di taglio, Luce Rembrandt, Luce a farfalla, Luce a fessura.

Ognuno di questi schemi va usato in funzione dell’emozione che si vuole trasmettere e delle caratteristiche fisiche del nostro soggetto.

MACCHINA FOTOGRAFICA

Imposteremo la nostra fotografica in Manuale.

Se lavoriamo in luce naturale sarà necessario avere un tempo di scatto abbastanza veloce, per evitare che il nostro soggetto possa venire mosso, da 1/250 s.

Sceglieremo l’apertura del diaframma in fuzione della profondità di campo che desideriamo, normalmente si può lavorare a f/8 per avere tutto a fuoco.

Cercheremo di lasciare la sensibilità a 100 ISO, a meno che condizioni di scarsità di luce ci costringano ad aumentarne il valore.

Se lavoriamo con i flash, useremo il massimo tempo di sincronizzazione permesso dalla nostra macchina (di solito 1/160-1/200 s).

Sceglieremo l’apertura del diaframma sempre in fuzione della profondità di campo che desideriamo.

Imposteremo la potenza del flash e gli ISO così da ottenere l’esposizione desiderata.

POST-PRODUZIONE

Come sempre daremo una regolata ai livelli per rendere al meglio l’immagine.

Se siamo in studio puliremo il fondale da tutte le macchie e dallo sporco che si crea durante lo shooting.

In casi particolari, potremo lavorare anche sul soggetto, per esempio andando ad attenuare le rughe, accentuando il colore delle labbra, ecc…

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Corsi di fotografia

Bergamo, con la testa tra le nuvole

Quasi tutti considerano la nebbia come un fastidio, come qualcosa di pericoloso quando si guida, come qualcosa di freddo e maleodorante, ma quando si ha la fortuna di abitare in una città come Bergamo, il punto di vista si può ribaltare e ci si può ritrovare con la testa tra le nuvole.

Nel 2009 stavo salendo a San Vigilio quando, guardando verso Città Alta, mi sono accorto che la nebbia aveva circondato la città che a quel punto si ergeva in un mare di nuvole.

Una vista che per me era diventata consueta e poco interessante si era trasformata in un paesaggio mozzafiato e fiabesco.

Tornato a Bergamo ogni volta che vedevo la nebbia arrivare, mi fiondavo a San Vigilio.

Sono state ore e ore di attesa, spesso al freddo, a volte senza nemmeno riuscire a scattare una fotografia.

Altra volte invece, con l’adrenalina a mille, piazzavo il cavalletto freneticamente per non perdere nemmeno un istante perché la nebbia sembrava essere lì a danzare per me.

INQUADRATURA

È buona norma visitare il luogo in anticipo, osservare i posti giusti (attenzione agli elementi di disturbo), provare le inquadrature tenendo conto del punto in cui sorge (o tramonta) il sole, immaginando già quali scatti saranno in controluce e quali a favore di luce.
L’ideale è farlo proprio nelle ore in cui si pensa di scattare, per scoprire cosa può caratterizzare la scena.

PREVISIONI DEL TEMPO

Sono sempre utili prima di fiondarsi da qualche parte. Non sempre ci azzeccano, ma dare un’occhiata male non fa.

DA NON DIMENTICARE

Treppiedi, batteria di scorta e abbigliamento consono (fotografare surgelati non è molto piacevole).

IMPOSTAZIONI FOTOCAMERA

Impostazione su Manuale.

In linea di massima ISO 100.

L’apertura ideale nel paesaggio è f/8.

Il tempo, tranne casi particolari, dovrà essere adeguato alla luce presente sulla scena.

Se si vogliono usare tempi lunghi non dimentichiamoci i flitri ND. Sempre meglio averne due o tre: ND 8, 64 e 1000.

POST-PRODUZIONE

In linea di massima, in queste condizioni, si ottengono delle immagini a basso contrasto con un istogramma concentrato nella parte centrale.

La prima cosa da fare sarà quindi aumentare il contrasto!

Attenzione allo sporco sul sensore, che si elimina facilmente col timbro-clone.

 

Fotografare con la nebbia può dare grandi soddisfazioni, perché no, anche solo per stare qualche ora con la testa tra le nuvole!

 

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